giovedì 19 marzo 2015

Mostra dedicata al 100° anniversario 1^ Guerra Mondiale


Cari amici.
Il Circolo Filatelico Numismatico Lodigiano sta organizzando una mostra sul 100° anniversario della Prima Guerra Mondiale che si terrà nella prestigiosa sede di Palazzo Barni a Lodi, in via Vittorio Emanuele, dal 15 al 24 Maggio 2015.

Calendario dell’evento:
-       Venerdì 15 maggio 2015 alle ore 17.00: Inaugurazione
-       Da Sabato 16 maggio a Domenica 24 Maggio 2015, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 18.30

Prenotazione per scuole o gruppi:
-       Via mail a: Lausfil@gmail.com
-      Telefonicamente al n. 0371/55285 (sede del Circolo Filatelico) – lunedì e venerdì dalle 9.00 alle   11.00 – sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00

domenica 24 marzo 2013

Cari amici di Lausfil, abbiamo trovato un'altro ottimo articolo sulla monetizzazione comunale della Città di Lodi. Buona lettura e speriamo sia di vs. gradimento. 

Le monete di Lodi

tratto da un articolo di Luigi Cremascoli

Lodi acquista il diritto di battere moneta in occasione della particolare situazione creatasi in Lombardia per le guerre tra il papato e Federico II.

All'inizio del sec. XIII i Comuni lombardi godevano di grande prosperità economica. Al dominio di Lodi mirano due famiglie avversarie: i Sommariva e gli Overgnaghi. La guerra tra Onorio III e Federico II e la ricostituzione della Lega Lombarda, portano alle divisioni cittadine un carattere politico più vasto, aderendo i Sommariva alla Lega (quindi guelfi), mentre vicini all'imperatore gli Overgnaghi (ghibellini).
Nel 1226 con l'aiuto di Milano i Sommariva prevalgono e gli Overgnaghi vengono banditi dalla città e dal territorio e Lodi entra a far parte della Lega; ma dopo la sconfitta subita dai Comuni a Cortenuova, nel 1237, gli Overgnaghi hanno il sopravvento e Federico II entra trionfante in Lodi, ridando alla città la sua funzione di caposaldo militare dell'Impero in Lombardia, che già aveva avuto un secolo prima con il Barbarossa.
Viene costruita una imponente rocca sul limite della città sopra Selvagreca e viene messo a disposizione dell'Imperatore un buon numero di soldati.
I cittadini di parte guelfa vengono cacciati o puniti, e tra questi un frate minore che viene bruciato sulla Piazza del Duomo.
Il gesto non passa inosservato e nel 1239 Papa Gregorio IX priva la città di Lodi della dignità vescovile e lancia l'interdetto su tutto il territorio.
Questo non ferma il Vescovo deposto, Ottobello Soffientini, che continua a governare la diocesi mentre l'imperatore, anch'egli scomunicato, incita tutti i prelati alla ribellione contro la Chiesa di Roma.
Per premiare gli Overgnaghi e per accattivarsi la plebe scossa per la scomunica, nel 1239 Federico II concede alla città di Lodi il diritto di batter moneta.

L'atto di concessione non è conosciuto. Non vi è menzione negli Statuti Vecchi, perchè composti anteriormente nel 1233-34 essendo podestà Petracco Marcellino di Ardigotto, né in quelli Nuovi, perchè concessi nel 1390 dal duca di Milano che non riconosceva tale diritto, e manca inspiegabilmente anche un qualunque accenno nel Liber Iurium che pur registra tutti i privilegi imperiali.

In mancanza di migliori spiegazioni, possiamo supporre che avendo il Comune di Lodi cessato di batter moneta con la caduta di Federico II nel 1250, tale privilegio fu ritenuto di poco conto, oppure essendo in tale data subentrata un'altra fazione agli Overgnaghi, questo atto andò perduto nella totale distruzione del castello imperiale di Selvagreca.

Nonostante la precisa affermazione di Tristano Calco (1) che nel sec. XV scriveva nella sua Historia Mediolanensis: “(A. 1239 Fridericus Imp.) Laudem reversus jus cudendae monetae civitati concessit; quod maximi muneris loco aestimatum est”, nessun scrittore di storia lombarda sino al sec. XIX parlò della monetizzazione lodigiana del duecento, nemmeno gli scrittori locali come Defendente Lodi e Alessandro Ciseri, o l'erudito Giambattista Molossi (2) che nelle sue Memorie d'alcuni uomini illustri della Città di Lodi parla delle monete di Giovanni Vignati e ne pubblica la riproduzione.
Solo nel 1836 il prof. Vittorio Aldini (3) in un raro opuscolo Sopra un'antica moneta di Lodi diede notizia del ritrovamento di un primo esemplare in uno scavo a Brescia.
  1. Tristano Calco, Rerum patriae seu Mediolanensis Historiae libri XX, Mediolani 1627, lib. XIII p. 287.
  2. Giambattista Molossi, Memorie d'alcuni uomini illustri della Città di Lodi, Lodi 1776, I° p. 120.
  3. Pier Vittorio Aldini, Sopra un'antica moneta di Lodi, Lettera... al sig. cav. Giovanni Tamassia, Pavia 1836.
Stando l'estrema rarità dei pezzi, la zecca di Lodi deve aver battuto moneta solo per pochissimo tempo e in limitatissimo numero. In ogni caso il privilegio non venne più usato dopo la morte di Federico II (1250) e la caduta a Lodi degli Overgnaghi (1251).

Nel sec. XV si ebbe per un momento la speranza che la città potesse costituirsi in Signoria indipendente, staccata dal ducato di Milano. Giovanni Vignati, di parte guelfa, s'impadronisce nel 1403 del potere e divenuto in poco tempo signore di Vercelli (1408), Melegnano (1409) e Piacenza (1410), grazie alla sua amicizia con il Papa Giovanni XXII e l'imperatore Sigismondo viene ritenuto uno dei più potenti signori della Lombardia.

In qualità di dominus di Lodi e Piacenza, il Vignati batte moneta nel periodo che va dal 1410, anno in cui acquista da Antonio di Hostendum la seconda città, e la fine del 1413, quando riceve dall'imperatore Sigismondo nel duomo di Lodi l'investitura di Conte della prima.

Non abbiamo notizie se nel restante periodo della sua vita, dal 1414 alla morte nel 1416, egli abbia battuto moneta col nuovo titolo, cui pur teneva moltissimo.
Non si conosce il luogo della zecca del Vignati, se Lodi o Piacenza, ma sinora tutti i numismatici propendono per Piacenza, anche se si osserva che pure Piacenza mancasse di zecca da 1322.
La moneta riporta: Iohanes de Vignate placentiae laudae dominus ed i Santi patroni: San Bassiano ed il martire S.Antonino.

L'atroce morte del Vignati nel 1416 pone fine alla sua signoria e Lodi, rientrata in dominio del duca di Milano, ne segue le sorti per tutti i secoli successivi.


COMUNE DI LODI
(dal 1239 al 1250)

1. Grosso        D. + INPERATOR F
                       Nel mezzo Ω / SCS / B• / cerchio rigato
                       R. + LAVDENSIS
                       Croce potente in cerchio rigato e due punte
                       che dal cerchio muovono verso il centro nel
                       3° e 4° cantone. Le lettere S sono coricate.
                       AR p. gr. 1,05; 1,11; 1,15. d.mm. 19
Il grosso lodigiano corrisponde alla ventesima parte della lira imperiale e si divide in dodici piccoli.

Esemplari conosciuti: Lodi, Museo Civico; Roma, Coll. Sabauda; Milano, Cast. Sforzesco.

Bibliografia:
  • C(orpus) N(ummorum) I(talicorum) IV, p. 208 tav. XVI. 17;
  • P. V. ALDINI, Sopra un'antica moneta di Lodi, Pavia 1836;
  • B. MARTANI, Lodi nelle sue poche antichità, S. Angelo Lodigiano 1874, p.282 segg.;
  • C. VIGNATI, Lodi e il suo territorio, in C. Cantù: Grande Illustrazione del Lombardo Veneto, Milano 1861, vol. V p. 596.


2. Piccolo        D. + INPERATOR F
                       Nel mezzo SB in cerchio rigato
                       R. + LAVDENSIS
                       Croce potente in cerchio rigato e due punte
                       che dal cerchio muovono verso il centro nel
                       3° e 4° cantone.
                       M p. gr. 0,65; 0,38; d.mm. 14

Esemplari conosciuti: Lodi, Museo Civico; Roma, Coll. Sabauda.

Bibliografia:
  • C(orpus) N(ummorum) I(talicorum) IV, p. 208 tav. XVI. 18;
A presto, lo staff di Lausfil.


venerdì 12 ottobre 2012

Cari amici di Lausfil,

LO STUDIO FILATELICO “BRAGA”
organizza a LODI
il 13/14 OTTOBRE 2012
presso l’Ente Fiera - Via Artigianato n. 1/5 - Località San Grato
una MOSTRA MERCATO DI
FRANCOBOLLI, MONETE,
CARTOLINE ANTICHE,
STORIA POSTALE
 
INGRESSO GRATUITO - ORARIO CONTINUATO
IL SABATO DALLE ORE 09.00 ALLE ORE 18.00
LA DOMENICA DALLE ORE 09.00 ALLE ORE 13.00
 
Ampio parcheggio gratuito e facilmente accessibile all’interno del complesso,
nessuna barriera architettonica per disabili, servizio bar e di ristoro all’interno.
Informazioni: tel. 3479644250 (Sig. Braga)
 
PER RAGGIUNGERE IN AUTO LA SEDE DEL CONVEGNO:
Da Milano: prendere la via Emilia uscire a Lodi località San Grato;
Da Crema: SS 235 giunti a Lodi immettersi tangenziale est e poi circonvallazione sud,
uscire Lodi San Grato;
Da Piacenza: Autostrada A1 uscire Lodi immettersi circonvallazione sud direzione Milano,
Seguire indicazioni Lodi—San Grato.

Sabato 13/10/2012 dalle ore 9.30 alle ore 12.30, sarà attivo il servizio di Poste Italiane per l'annullo filatelico commemorativo richiesto dal Circolo Filatelico Numismatico Lodigiano per l'occasione.

Immagine dell'annullo filatelico commemorativo


Vi aspettiamo numerosi.
Un saluto dallo staff di Lausfill.

giovedì 24 maggio 2012

Giuseppe Garibaldi a San Fiorano Lodigiano (2^ parte)


Cari amici di lausfil, come già ricordato nel post di giovedì 09 febbraio 2012, Giuseppe Garibaldi fu ospite a San Fiorano presso il suo carissimo amico, il Marchese Giorgio Pallavicino Trivulzio.

Dopo le spendide cartoline predisposte per le manifestazioni organizzate per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, lo Studio Cadrama di San Fiorano guidato da Giacinto Fustaneo, ha nuovamente omaggiato la figura di “Giorgio Pallavicino, signore di San Fiorano”, con una seconda edizione di cartoline a tiratura limitata.

Di seguito vi presentiamo le cartoline emesse:

Monumento a Giorgio Pallavicino in San Fiorano (LO)

Particolare del monumento.

Particolare del monumento.

Proclama di Giorgio Pallavicino - Palermo 1862

Ritratto del Marchese Giorgio Pallavicino Trivulzio.

retro di una delle cartoline commemorative.

Ancora una volta la tiratura è di solo 150 serie. Una vera chicca per i collezionisti.
Ecco un ingrandimento dell'annullo commemorativo utilizzato per l'occasione:

Oltre all'interesse per i collezionisti di cartoline, ricodo a tutti gli amici che raccolgono gli annulli del lodigiano, che questo è il primo annullo filatelico commemorativo emesso a San Fiorano.
Visto l'ottimo lavoro .... speriamo sia il "primo" di tanti !!!

Un caro saluto a tutti i lettori da parte dello staff di Lausfil.

domenica 12 febbraio 2012

Emissione 4/11/2011 per 150° Unità d'Italia

Cari amici di Lausfil, quella che vi andiamo a presentare è l'ultima emissione di Poeste Italiane per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Questa emissione di sei francobolli (in due foglietti da tre) chiude il ciclo dedicato a tutte le emissioni "area Italiana" che hanno commemorato questo grande evento appena terminato.

Emissione: Fatti d'arme - Poste Italiane Spa

data FDC: 4 novembre 2011

6 francobolli • Dent.13×13½ blocco • Stampa: rotocalco • Tipo Carta: Fluorescente • Stampato da: I.P.Z.S. Roma • Foglietti • Dim.: 40 × 30 (mm) • Dis. di G.Ieluzzo • Tir.1.000.000



Prima guerra d'indipendenza, battaglia di Pastrengo, 1848


Seconda guerra d'indipendenza, battaglia di Solferino, 1859


Spedizione dei mille, battaglia del Volturno, 1860





Terza guerra d'indipendenza, battaglia di Bezzecca, 1866


Presa di Roma, breccia di porta Pia, 1870


Prima guerra mondiale, battaglia dell'Isonzo, 1915-1917

Buon collezionismo a tutti e preparatevi per le novità del 2012 ..... "i francobolli non finiscono mai" !!!!

Un caro saluto dalla staff di Lausfil.

giovedì 9 febbraio 2012

Giuseppe garibaldi a San Fiorano Lodigiano

Giuseppe Garibaldi, l'eroe dei due mondi, in due occasioni (nel 1862 e nel 1867) fu ospite a San Fiorano presso il suo carissimo amico, il Marchese Giorgio Pallavicino Trivulzio, e la moglie, la Marchesa Anna.

I soggiorni sanfioranesi, nella villa estiva dei Pallavicino, permettevano a Garibaldi di ritemprare il fisico e lo spirito, trovando riposo e tranquillità nelle stanze e nel parco della villa oppure passeggiando assorto nei suoi pensieri, a piedi o in calesse, nel paese di San Fiorano e nelle campagne circostanti.

Durante le manifestazioni organizzate nel 2011 per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, grazie ad una iniziativa dello Studio Cadrama di San Fiorano guidato da Giacinto Fustaneo, è stata omaggiata la figura di “Giorgio Pallavicino, signore di San Fiorano”, con una edizione di cartoline a tiratura limitata (150 esemplari) rappresentanti la villa Pallacino a San Fiorano, e gli incontri di “riconciliazione” tenutesi a San Fiorano tra Cavour e Garibaldi in presenza di Vittorio Emanuele II , oltre ad una cartolina con il conte Pallavicino con consorte e Garibaldi a Palermo, ed una ultima cartolina, originale manifesto per il 150esimo, dell’artista lodigiano Ugo Maffi, che è andata praticamente esaurita.

Un vero e proprio documento storico per omaggiare la figura del conte Giorgio Pallavicino Trivulzio che aveva la propria residenza nella stupenda villa di San Fiorano, sorta per opera dello stesso conte Pallavicino sull’antico castello feudale della grande casata. Il Pallavicino allo scoppio dei moti del 1820-21 partecipò attivamente all’insurrezione. Arrestato fu condannato a morte; la pena fu poi commutata a venti anni di carcere duro che scontò nelle prigioni asburgiche. Amnistiato nel 1835, dopo un periodo di confino a Praga, nel 1840 tornò in Lombardia. Riprese a svolgere attività politica dopo le “cinque giornate”. Rifugiatosi dapprima in Svizzera e poi a Parigi, fu eletto nel parlamento dalla seconda alla sesta legislatura. Prodittatore a Napoli subito dopo l’ingresso di Garibaldi nella città, Pallavicino si batté per l’annessione immediata del Regno delle Due Sicilie a quello di Sardegna. Successivamente venne nominato prefetto di Palermo.

Fonte: Il Cittadino, 27 Dicembre 2011

Di seguito vi presentiamo le cartoline emesse:







(residenza Villa Pallavicino . San Fiorano Lodigiano)


(l'amore per la patria riconcilia Cavour e Garibaldi in presenza
di Vittorio Emanuele II in Villa Pallavicino).



(riconciliazione di Garibaldi con il generale Cialdini
in Villa Pallavicino - 23 aprile 1861)



(Garibaldi, Giorgio Pallavicino e Consorte - Palermo 1862)


Lo Studio Cadrama di San Fiorano e Giacinto Fustaneo hanno predisposto una seconda serie di cinque cartoline con annullo filatelico datato 31 dicembre 2011. Appena disponibili, vi posteremo le immagini relative.

Un caro saluto da tutto lo staff di Lausfil.

lunedì 6 febbraio 2012

Affrancature Meccaniche e Specimen . differenze

Differenza Tra Specimen e Affrancature Meccaniche

Da più parti ci è stata chiesta una chiara spiegazione sulla differenza fra SPECIMEN e AFFRANCATURE MECCANICHE vere e proprie.

La differenza è semplicissima e sostanziale.

Le affrancature meccaniche sono un documento postale, ottenuto con macchine che registrano l’importo di ciascuna affrancatura, che viene corrisposto alle Poste. I documenti così affrancati viaggiano regolarmente nel circuito postale mondiale.

(esempio di Affrancatura Meccanica vera e propria, con valore postale)

Sono impronte, generalmente rosse, che servono ad affrancare una lettera, sostituendo il francobollo. Sono pertanto documenti postali genuini ed autentici. Il loro collezionismo fa parte della filatelia e viene chiamato MECCANOFILIA.

Gli elementi principali di una affrancatura meccanica sono:

  1. il punzone di stato: è quel rettangolo, che si trova invariabilmente a destra in tutte le impronte di tutti i Paesi del mondo, nel quale è indicato il nome del Paese ed il valore di affrancatura;
  2. il datario, che contiene l'indicazione della località dalla quale ha origine la corrispondenza e la data;
  3. (eventuale) una dicitura e/o un disegno: spesso si tratta del nome e del marchio della ditta, o dell'ente che possiede la macchina affrancatrice.



Gli specimen sono documenti ricordo, ottenuti con macchine disattivate dal servizio postale, che servono a ricordare fatti, date, personaggi o celebrazioni, con impronte del tutto simili a quelle postali, ma che con la dizione “specimen” (nel punzone di stato al posto del nome proprio dello stato o delle poste di quello stato) precisano che non hanno valore di affrancatura.

(esempio di Affrancatura Meccanica "specimen")


In passato l’indicazione “specimen” veniva usata, soprattutto all’estero, per contraddistinguere le impronte di prova, che venivano effettuate dai costruttori delle macchine affrancatrici prima del collaudo e della consegna all’utente. Si usavano anche le dizioni “Fac-Simile” e “Prova”; per le macchine presentate a Fiere ed Esposizioni, anche la dizione “Dimostrazione”.

Salvo i casi in cui lo specimen ha preceduto un’analoga impronta poi diventata “postale”, si tratta, come detto sopra, di documenti ricordo, perfettamente collezionabili in maniera amatoriale (lo dimostra il successo degli specimen dell’AICAM e del CIFR), ma non sono accettati nelle collezioni presentate a concorso e valutate secondo i Regolamenti delle FIP.


Resta da aggiungere che si possono trovare, e si trovano, impronte che non hanno indicazioni di “specimen” o quant’altro, hanno il valore a zero e sono fatte quasi sempre su normalissimi cartoncini bianchi del formato di circa 10 x 15 cm. Nel punzone vi è l'indicazione Poste Italiane. Quindi? Queste sono “impronte di collaudo” o “prove di collaudo” che la stessa casa costruttrice esegue subito prima di della consegna al cliente. Sempre (o quasi) la data nel datario corrisponde al primo giorno d’uso (ufficiale) della macchina. Impronte analoghe si possono trovare perché effettuate dopo un intervento di riparazione o manutenzione (e allora la data è chiaramente seguente). Si possono usare in collezione? Le prime (collaudo) si possono inserire ma con molta cautela; cioè occorrerebbe inserire una spiegazione per poter dimostrare che quella è una impronta poi messa effettivamente in uso (per i francobolli è più facile: esistono i cataloghi!). Le seconde (post riparazione), direi di no, salvo poter allegare una “bolla di eseguita riparazione o manutenzione” del tecnico della casa che l’ha eseguita.

Un sincero ringraziamento all'Associazione Italiana Collezionisti di Affrancature Meccaniche (AICAM) ed all'impareggiabile Segretario Manlio DE MIN per la sua sempre squisita gentilezza.

Un caro saluto dallo staff di Lausfil.