giovedì 5 agosto 2010

Francobollo dedicato a Caravaggio

Cari amici di Lausfil .......... lo so, avevamo sospeso le "trasmissioni" fino a settembre, ma voglio rompere questo pur breve periodo di silenzio per postare questo articolo dedicato al francobollo emesso dalle Poste Italiane il 16 luglio 2010, dedicato al 4° centenario della morte di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.


Riporto fedelmente quanto descritto in Wikipendia in merito a questa meravigliosa opera pittorica (si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Davide_con_la_testa_di_Golia_%28Caravaggio_Roma%29)

Davide con la testa di Golia è un dipinto ad olio su tela di cm 125 x 100 realizzato tra il 1609 ed il 1610 dal pittore italiano Michelangelo Merisi da Caravaggio.

È conservato nella Galleria Borghese di Roma.

Gli ultimi mesi di vita Caravaggio li passa a Napoli, dove l'artista si è trasferito nella speranza che gli venga presto accordata la grazia. Il David con la testa di Golia viene dipinto forse alla fine del 1609, e accluso alla domanda di grazia che Caravaggio invia al cardinale Scipione Borghese, il potente nipote di papa Paolo V. E a riprova dell'estremo atto di contrizione formulato dall'artista, sulla lama che il giovane stringe in pugno si leggono le lettere "H-AS OS", sigla che riassume il motto agostiniano "Humilitas Occidit Superbiam" (l'umiltà uccise la superbia).

È un quadro assai più violento e sconvolgente della versione di Vienna, generalmente datata 1606-1607, dove David incarna la fredda virtù che trionfa sui malvagi. Qui, invece, il giovane ha una espressione di umana compassione dipinta sul volto, e contempla la testa urlante di Golia senza baldanza.




È noto che già i biografi seicenteschi individuano nella fisionomia del gigante sconfitto un autoritratto di Caravaggio, fatto questo che ha fornito lo spunto a numerose letture del quadro in chiave psicoanalitica. Il confronto con gli altri supposti autoritratti dell'artista sembrerebbe avvalorare questa ipotesi. Rispetto all'uomo che contempla malinconico il Martirio di San Matteo, Caravaggio appare ora invecchiato e stanco, con pesanti segni sotto gli occhi e la fronte percorsa da rughe.

Il buio che inghiotte la spalla di David ha la profondità delle tenebre dell'inferno, a stento rischiarate dalla luce della grazia che colpisce violentemente i tratti stravolti di Golia. Alla metà di luglio del 1610 Caravaggio si imbarca su una feluca che lo depositerà a Porto Ercole, ultima tappa delle sue tormentate peregrinazioni.


Un caro saluto dallo staff di Lausfil.

1 commento:

Lydia ha detto...

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